indietro 13 dicembre 2009 - 6 gennaio 2010 - frazione San Carlo 
Forno per la cottura delle bielline
Ronco, Terra di bielline. … Le ceramiche erano l’attività più interessante del paese. Vi erano fornaci un po’ ovunque, alcune erano fabbriche, altre semplicemente botteghe artigiane gestite dalle famiglie stesse.
amolon
Alla fine dell'800 la produzione artigianale aveva raggiunto uno dei livelli più alti di sviluppo con 35 laboratori operanti. Tale produzione si conciliava con l’attività agricola sfruttando i tempi morti dei cicli stagionali.
“... sotto la tela bagnata stava la massa di argilla, lavata da eventuali ciottoli e sabbie. A questa massa preparata ricorreva ogni tanto l’operaio al tornio per una manata necessaria alla dozzina di oggetti in lavorazione...”
artigiano al tornio
Le stoviglie di Ronco trovavano in ogni buona massaia una incondizionata estimatrice. Sulle tavole dell’inverno, quelle terrecotte avrebbero ospitato le zuppe fumanti della tradizione biellese o la classica polenta concia irrorata di burro.
zuppiera
pailet
Durante le fiere estive o durante la fèra ad San Martìn, in novembre, le "bielline", come le terraglie erano denominate, andavano a ruba: Foiòt, pailit par la bagna cauda e par la fundua e pignate par fé cose ai grelle.
particolare pailet
Per i bambini invece, i cucu, i subièt, i piceu e le sciofète erano il classico richiamo per la fiera di San Bartolomeo.
Gli zufoli che riproducevano la fauna locale e in cui si metteva l’acqua per farli gorgogliare, erano i più venduti, si diceva: sa ta stè brau, quan ca sia la fèra, it cat pè an sciubiet...
pula
Uccellini, gallinelle, leprotti e cavallini con in sella un piccolo cavaliere. Nella coda degli animaletti in terracotta venivano praticati i forellini destinati, con il passaggio del fiato insufflato, dall’estremità opposta, a lasciare uscire il caratteristico suono.
cucu
Evento a cura della Biblioteca Civica di Ronco